Normative UE 📅 Aggiornato al 15 ottobre 2026 ⏱ 7 min di lettura

Data Act, NIS2 e Cyber Resilience Act: le altre norme UE che riguardano l'AI

Quando si parla di regole sull'intelligenza artificiale si pensa subito all'AI Act. Ma un sistema AI è anche un software, consuma e produce dati, spesso gira su un servizio cloud e a volte è dentro un prodotto venduto ai clienti. Per questo lo riguardano anche norme nate per altri scopi: la NIS2 sulla sicurezza informatica, il Data Act sull'accesso ai dati e sul cambio di fornitore cloud, il Cyber Resilience Act sulla sicurezza dei prodotti digitali. In questa guida vediamo cosa chiede ciascuna, con le scadenze aggiornate a ottobre 2026, e dove si incrocia con l'AI.

Il quadro in una tabella

NormaChi riguardaPunto di contatto con l'AIDate chiave
NIS2
Dir. UE 2022/2555, D.Lgs. 138/2024
Medie e grandi imprese dei settori elencati, e indirettamente i loro fornitoriI sistemi AI sono asset da proteggere e i fornitori AI sono parte della catena di fornituraNotifica incidenti da gennaio 2026; misure di base entro il 31 ottobre 2026
Data Act
Reg. UE 2023/2854
Produttori e utenti di prodotti connessi, fornitori e clienti di servizi cloudAccesso ai dati delle macchine per addestrare modelli; libertà di cambiare fornitore cloud e AIApplicabile dal 12 settembre 2025; dati accessibili per progettazione dal 12 settembre 2026; switching gratuito dal 12 gennaio 2027
Cyber Resilience Act
Reg. UE 2024/2847
Chi produce, importa o distribuisce prodotti hardware e softwareSoftware con funzioni AI venduto nell'UE; collegamento con i requisiti di cybersicurezza dell'AI ActSegnalazioni dall'11 settembre 2026; applicazione completa dall'11 dicembre 2027
GDPR
Reg. UE 2016/679
Chiunque tratti dati personaliOgni sistema AI che elabora dati di personeIn vigore dal 2018; modifiche del Digital Omnibus ancora in discussione

NIS2: l'AI dentro la sicurezza informatica

La direttiva NIS2, recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024, impone misure di gestione del rischio informatico e obblighi di notifica degli incidenti ai soggetti "essenziali" e "importanti": imprese di medie e grandi dimensioni in settori come energia, trasporti, sanità, acqua, infrastrutture digitali, servizi ICT gestiti, manifattura di determinati prodotti, alimentare, rifiuti e chimica. La registrazione avviene sul portale dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).

Le scadenze italiane

Dove entra l'AI

Le PMI escluse dall'ambito diretto della NIS2 ne sentono comunque gli effetti se forniscono soggetti essenziali o importanti: i clienti chiederanno garanzie di sicurezza anche sui sistemi AI usati per servirli. Le sanzioni arrivano fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato mondiale per i soggetti essenziali, 7 milioni o l'1,4% per quelli importanti.

Data Act: i dati delle macchine e la libertà di cambiare fornitore

Il Data Act si applica dal 12 settembre 2025 e regola chi può accedere ai dati generati dai prodotti connessi e a quali condizioni. Per chi usa l'AI contano soprattutto tre aspetti.

1. Accesso ai dati dei prodotti connessi

L'utente di un prodotto connesso, ad esempio un'azienda che ha acquistato un macchinario industriale con sensori, ha diritto di accedere ai dati che quel prodotto genera, gratuitamente e in un formato leggibile dalle macchine, e di condividerli con terzi. Dal 12 settembre 2026 i nuovi prodotti immessi sul mercato devono essere progettati per rendere questi dati accessibili direttamente. Per una PMI manifatturiera significa poter usare i dati delle proprie macchine per costruire modelli di manutenzione predittiva o di controllo qualità, anche con un fornitore diverso dal produttore. Ne parliamo nella pagina sull'AI per la manifattura.

2. Cambio di fornitore cloud

I fornitori di servizi di elaborazione dati, compresi molti servizi AI in cloud, devono consentire ai clienti di cambiare fornitore o di riportare i dati in casa, con un periodo di transizione di norma non superiore a trenta giorni. Dal 12 gennaio 2027 non potranno più addebitare costi per il cambio o per l'esportazione dei dati. È una garanzia utile anche quando si valuta un servizio AI: i dati caricati, le basi di conoscenza e le configurazioni devono poter essere portati via.

3. Clausole contrattuali sui dati

Il Data Act considera abusive alcune clausole sui dati imposte unilateralmente a un'impresa, ad esempio quelle che escludono la responsabilità per colpa grave o che permettono al fornitore di accedere ai dati del cliente in modo sproporzionato. Vale la pena rileggere i contratti dei servizi AI con questa lente.

Cyber Resilience Act: se vendi software con l'AI

Il Cyber Resilience Act fissa requisiti di sicurezza per i prodotti con elementi digitali messi a disposizione sul mercato UE: dispositivi connessi e software, inclusi quelli con funzioni di intelligenza artificiale. Riguarda chi produce, importa o distribuisce questi prodotti, non chi si limita a usarli.

C'è un collegamento diretto con l'AI Act: un sistema AI ad alto rischio che è anche un prodotto con elementi digitali e rispetta i requisiti essenziali del Cyber Resilience Act si considera conforme ai requisiti di cybersicurezza dell'AI Act. Per le software house che integrano funzioni AI nei propri prodotti conviene quindi pianificare le due conformità insieme; ne parliamo nella pagina sull'AI per le software house.

Chi invece compra software, compresi gli strumenti AI, può usare il Cyber Resilience Act come criterio di scelta: chiedere ai fornitori come gestiscono vulnerabilità e aggiornamenti e per quanto tempo garantiscono il supporto.

GDPR: le modifiche in discussione

Il GDPR resta la norma di riferimento per qualsiasi sistema AI che tratti dati personali; il quadro completo è nella pagina AI e GDPR in azienda. Il pacchetto Digital Omnibus presentato dalla Commissione a fine 2025 conteneva anche modifiche al GDPR, ad esempio sull'uso dei dati personali per addestrare modelli e sulla definizione stessa di dato personale. A differenza della parte sull'AI Act, già in vigore, a ottobre 2026 queste modifiche sono ancora in discussione tra Parlamento e Consiglio, con molte critiche da parte delle autorità di protezione dei dati. Fino all'eventuale approvazione valgono le regole attuali.

Come tenere insieme tutto: un solo inventario

Le norme sono diverse ma chiedono spesso le stesse informazioni di partenza. Conviene costruire un unico inventario dei sistemi AI e dei relativi fornitori, da usare per più scopi:

Un'architettura on-premise non esonera da nessuna di queste norme, ma riduce i punti da presidiare: meno fornitori esterni nella catena, nessun trasferimento di dati da giustificare, nessun vincolo di uscita da un servizio cloud. Il quadro generale è nella pagina Normative AI.

Nota. Contenuto informativo aggiornato a ottobre 2026. Le scadenze NIS2 dipendono dalla data di inserimento nell'elenco ACN: verificale nella comunicazione ricevuta e sul sito dell'Agenzia. Non costituisce consulenza legale.

Paolo Antonio Reina

CEO & Co-Founder di Gaulin.ai. Oltre 20 anni su sistemi B2B enterprise; contributor del progetto open-source RAGflow. Scopri chi siamo →

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