AI On-Premise per Banche & Assicurazioni
Analisi KYC/AML, chatbot su prodotti finanziari e normative, Text-to-SQL su portafogli. Conformità DORA e GDPR nativa — zero dati trasmessi su cloud esterno.
Quattro applicazioni ad alto impatto per banche, assicurazioni e intermediari finanziari. On-premise, sicure, conformi.
Analisi documenti KYC e AML
Accelera l'adeguata verifica della clientela: l'AI estrae, classifica e confronta i documenti KYC, segnala anomalie AML e genera report strutturati per il team compliance.
Compliance AIChatbot su prodotti e normative
Il personale interroga in italiano le schede prodotto, i prospetti informativi, le circolari interne e le normative MiFID II / IVASS. Risposte immediate, tracciate e fonte-citata.
RAG normativoText-to-SQL su dati di portafoglio
Analizza posizioni, rendimenti, concentrazioni e rischi in linguaggio naturale. Nessuna query SQL manuale: il gestore chiede in italiano e ottiene tabelle e grafici in secondi.
Text-to-SQLClassificazione automatica documenti
Contratti, polizze, estratti conto e documentazione regolamentare vengono classificati e archiviati automaticamente al momento del caricamento, riducendo il lavoro manuale di back office.
Document AIBanche e assicurazioni: perché DORA e AI Act pesano sulla scelta dell'infrastruttura
Nel settore finanziario l'AI non è solo una questione di efficienza: ogni fornitore ICT è un rischio da censire e ogni modello che valuta persone può rientrare tra i sistemi ad alto rischio.
Norme e vincoli da conoscere
- DORA (Reg. UE 2022/2554), applicabile dal 17 gennaio 2025: registro degli accordi con i fornitori ICT terzi, strategie di uscita e test di resilienza. Un'AI in cloud è un fornitore in più da gestire; un'AI on-premise resta nel perimetro già presidiato.
- AI Act (Reg. UE 2024/1689), Allegato III: sono ad alto rischio i sistemi che valutano il merito creditizio delle persone fisiche e quelli per la valutazione del rischio e la determinazione dei premi nelle assicurazioni vita e malattia.
- Antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007): dati e documenti dell'adeguata verifica vanno conservati per 10 anni. È proprio l'archivio su cui l'AI lavora.
- Linee guida EBA sull'esternalizzazione: l'affidamento a terzi di funzioni essenziali richiede diritti di audit e comunicazione all'autorità di vigilanza.
Esempio: revisione di una pratica KYC
- Il cliente carica documento d'identità, visura camerale e dichiarazione sul titolare effettivo.
- L'AI estrae i dati e li confronta con l'anagrafica del core banking: date, codici fiscali, titolari effettivi mancanti o incoerenti.
- L'operatore vede solo le pratiche con anomalie, ciascuna con il rimando alla pagina del documento.
- Decisione e firma restano all'operatore; il log di ogni passaggio resta sui server interni, pronto per audit e ispezioni.
Cosa non affidare all'AI: la decisione automatica su concessione del credito o premio. Sono i casi che l'AI Act classifica ad alto rischio: se li si vuole supportare con l'AI, vanno progettati con supervisione umana, documentazione tecnica e registrazione degli eventi fin dall'inizio.
Sì. Il Regolamento DORA (Digital Operational Resilience Act) impone requisiti stringenti sulla resilienza operativa digitale e sulla dipendenza da fornitori ICT terzi. L'architettura on-premise di Gaulin elimina la dipendenza operativa da cloud provider esterni, rispettando i requisiti DORA sulla concentrazione del rischio ICT. La conformità MiFID II è supportata dalla tracciabilità completa di ogni interazione con il sistema.
Assolutamente sì. L'intera infrastruttura AI — modello linguistico, database vettoriale, pipeline RAG — è installata fisicamente nella rete dell'istituto. Nessun dato finanziario, nessun documento cliente e nessuna query transitano su Internet o raggiungono server di terze parti. La cifratura a riposo e in transito è inclusa di default.
Sì. Abbiamo esperienza di integrazione con i principali sistemi core banking italiani ed europei tramite API REST, connettori JDBC/ODBC diretti o export schedulati. L'integrazione preserva i sistemi esistenti senza modificarne la logica e senza richiedere downtime operativo.
Sì. I dati finanziari non rientrano di default nell'Art. 9 GDPR, ma molte pratiche KYC includono dati particolari (es. stato di salute, origine etnica in certi contesti). In ogni caso, l'architettura on-premise garantisce il massimo livello di protezione per qualsiasi categoria di dati personali, con cifratura, controllo accessi granulare e audit log completo.
Il prototipo operativo su documenti reali è pronto in 2 settimane. L'installazione completa con integrazione ai sistemi core banking e formazione del team richiede 5–8 settimane a seconda della complessità del parco applicativo. Forniamo documentazione tecnica dettagliata per il CISO e il team IT dell'istituto.
Dipende da hardware disponibile, numero di utenti e complessità dell'integrazione con i sistemi core banking. L'investimento tipico per una PMI o filiale va da 8.000 a 25.000 euro, con break-even a 12-18 mesi rispetto ai costi ricorrenti di soluzioni SaaS equivalenti. Offriamo un'analisi ROI gratuita sul caso specifico.
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