AI Act · Art. 4 📅 Aggiornato al 15 ottobre 2026 ⏱ 6 min di lettura

Alfabetizzazione AI: l'obbligo di formazione dell'art. 4 dell'AI Act

Tra tutti gli obblighi dell'AI Act, l'alfabetizzazione AI è quello che riguarda il maggior numero di aziende: vale per chiunque usi sistemi di intelligenza artificiale nella propria attività, anche solo un assistente come ChatGPT o Copilot, a prescindere dal livello di rischio. Il Digital Omnibus del 2026 ne ha ammorbidito la formulazione, ma non l'ha eliminato. Vediamo cosa chiede oggi l'art. 4, chi riguarda e come impostare un programma di formazione proporzionato e documentabile.

Cosa dice l'art. 4 dopo il Digital Omnibus

Nella versione originale, in vigore dal 2 febbraio 2025, fornitori e deployer dovevano garantire un livello sufficiente di alfabetizzazione AI del proprio personale. Il Regolamento UE 2026/1744 (Digital Omnibus sull'AI), in vigore dal 27 luglio 2026, ha riscritto la norma: ora fornitori e deployer devono adottare misure per sostenere lo sviluppo dell'alfabetizzazione AI del personale e delle altre persone che si occupano del funzionamento e dell'uso dei sistemi per loro conto.

Le misure vanno calibrate tenendo conto di conoscenze tecniche, esperienza, istruzione e formazione delle persone, del contesto in cui i sistemi sono usati e delle persone su cui hanno effetto. Il nuovo testo precisa che l'obbligo non richiede di garantire un livello specifico di competenza di ogni singolo individuo.

In pratica: non serve dimostrare che ogni dipendente abbia raggiunto una certa preparazione, ma serve poter dimostrare che l'azienda ha fatto qualcosa di adeguato e mirato perché le persone usino l'AI in modo consapevole.

Chi è obbligato

Non sono invece oggetto dell'obbligo i clienti o gli utenti finali che interagiscono con un sistema dell'azienda: per loro valgono gli obblighi di trasparenza dell'art. 50.

Da quando e con quali controlli

DataCosa cambia
2 febbraio 2025L'art. 4 si applica nella versione originale
27 luglio 2026Si applica la nuova formulazione introdotta dal Digital Omnibus
2 agosto 2026Le autorità nazionali di vigilanza possono controllare il rispetto dell'obbligo

L'AI Act non prevede una sanzione specifica per la violazione dell'art. 4. Questo non rende l'obbligo irrilevante: le autorità possono chiedere conto delle misure adottate, e l'assenza di formazione pesa quando si valuta un'altra violazione, ad esempio un incidente causato da un uso scorretto dell'AI o una mancata supervisione umana su un sistema ad alto rischio. Pesa anche sul piano della responsabilità civile e in materia di protezione dei dati, se un dipendente inserisce dati personali in uno strumento non autorizzato.

In Italia la Legge 132/2025 dà grande peso all'alfabetizzazione e alla formazione sull'AI, anche in ambito lavorativo, e i decreti attuativi in corso di adozione disciplinano anche questo aspetto.

Cosa non serve

Un programma di alfabetizzazione in cinque passi

1. Mappare strumenti e persone

Partire dall'inventario dei sistemi AI usati in azienda, compresi quelli adottati spontaneamente dai dipendenti, e annotare per ciascuno chi lo usa e per fare cosa. È lo stesso inventario che serve per la classificazione del rischio.

2. Definire i profili

Raggruppare le persone in base a quanto e come usano l'AI. Uno schema che funziona per molte PMI:

ProfiloChiContenuti
BaseTutto il personale che usa strumenti AICos'è un modello linguistico e quali sono i suoi limiti, errori e "allucinazioni", quali dati non inserire, come verificare le risposte, la policy aziendale
Utilizzatori intensiviChi usa l'AI ogni giorno per produrre testi, analisi o codiceScrivere richieste efficaci, controllare le fonti, diritto d'autore, riservatezza, quando non usare l'AI
DecisoriResponsabili che usano risultati dell'AI per decisioni su persone, clienti o investimentiBias e discriminazioni, supervisione umana, responsabilità della decisione, obblighi di trasparenza
TecniciIT e chi configura o integra i sistemiSicurezza (prompt injection, fughe di dati), log e monitoraggio, aggiornamento dei modelli, obblighi del fornitore
Privacy e complianceDPO, ufficio legale, HRAI Act, GDPR, DPIA e FRIA, informativa ai lavoratori, gestione degli incidenti

3. Scrivere una policy d'uso dell'AI

La formazione funziona meglio se si appoggia a regole chiare: quali strumenti sono autorizzati, quali dati si possono inserire e quali no, come si segnala un errore o un uso improprio, chi è il riferimento interno. Una pagina ben scritta vale più di un manuale che nessuno legge.

4. Formare con esempi del proprio lavoro

Le sessioni più efficaci usano documenti e casi reali dell'azienda: lo stesso errore dell'AI fa più effetto se compare in un preventivo vero che in un esempio generico. Per i sistemi interni, la formazione va fatta sullo strumento che le persone useranno davvero.

5. Documentare e aggiornare

Tenere un registro semplice: data, partecipanti, profilo, contenuti, materiali usati, eventuale verifica finale. Rivedere il programma quando si introduce un nuovo strumento, quando cambia l'uso di uno esistente e almeno una volta l'anno. È la documentazione da mostrare in caso di controllo, a un cliente che chiede garanzie o in sede di audit.

Il legame con l'informativa ai lavoratori

La formazione non sostituisce gli obblighi di informazione. La Legge 132/2025 richiede al datore di lavoro di informare i lavoratori sull'uso di sistemi di intelligenza artificiale, e per i sistemi ad alto rischio usati sul luogo di lavoro l'AI Act chiede di informare in anticipo lavoratori e loro rappresentanti. Conviene gestire le due cose insieme: l'informativa spiega quali sistemi sono in uso e perché, la formazione spiega come usarli bene.

Formazione e sistemi AI interni

Quando l'AI è installata in azienda la parte di formazione dedicata alla riservatezza si semplifica, perché i dati non escono dalla rete e la regola "non incollare dati riservati" diventa meno critica. Restano invece essenziali i contenuti sui limiti dei modelli e sulla verifica delle risposte. Nei progetti Gaulin la formazione e l'affiancamento sono inclusi: li descriviamo nella pagina Servizi.

Il quadro completo degli obblighi è nella pagina Normative AI, e la checklist AI Act e GDPR inserisce la formazione nella sequenza degli adempimenti.

Nota. Contenuto informativo aggiornato a ottobre 2026 (art. 4 AI Act come modificato dal Reg. UE 2026/1744). Non costituisce consulenza legale.

Paolo Antonio Reina

CEO & Co-Founder di Gaulin.ai. Oltre 20 anni su sistemi B2B enterprise; contributor del progetto open-source RAGflow. Scopri chi siamo →

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